mercoledì, 25 febbraio 2004
In automobile
Ieri mi trovavo in automobile, percorrevo con disinvoltura le vie del
mio centro, quando, e qui mi scuso per la scurrilità ; è
un obbligo per qualunque onesto automobilista; tra un porca put... e un
cazzo, ma non vedi dove vai!..., mi rendevo conto che il mio livello di
presenza mentale iniziava a vacillare. Mi chiedevo se il PM10 o
l'ossido di carbonio potessero sortire effetti tali da rendere le mie
già limitate percezioni insicure e manchevoli. Ebbene devo
affermare che non avendo a mia disposizione altri elementi che possano
motivare la comparsa di fenomeni percettivi alterati, il dolo di tale
situazione debba ricadere esclusivamente sugli imputati precedentemente
citati. E già sentivo crescere i miei capelli in mille boccoli
bianchi appoggiati alle mie spalle, coperte a loro volta di toga nera
inquisitoria, nella mano non la leva della freccia, ma pesante martello
di udienza, brandito con violenza accusatoria. Parte civile nel
processo l'Ossigeno che contro lo stato intende far rivalere le sue
posizioni di diritto e di elemento fondante della nostra società .
La vittoria dell'Ossigeno appare scontata, ma un problema si staglia
nell'ingrigito orizzonte. A essere condannato è per primo il
giudicante che al colpo della sentenza del giudice si
ridesta in flagranza di reato con l'arma del delitto ancora
calda, un motore a scoppio imbottigliato nel caos cittadino, egli
è infatti colpevole con il suo agire della fuoriuscita degli
imputati dalle galere delle molecole potenziali alla libertà del
mondo. L'impossibilità di fare eseguire il verdetto pone il
problema di un intervento legislativo che possa porre rimedio ad una
situazione di vuoto normativo. Una bel decreto legge che mi consenta di
andare a casa tranquillo, lo farò approvare presto, prestissimo
sono davanti alla fila e sta per scattare il verde....
Ringraziamenti
Devo dire la verità , ogni tanto succede, sono contento che
qualcuno passi a farmi visita, sono contento perché
si concede a questo blog solitario la possibiltà di essere altro
rispetto ad un semplice esercizio di stile.
lunedì, 02 febbraio 2004
Il cammello
Sono due giorni che ho spento tutto, non ho voglia di sentire persone,
rifuggo i rapporti sociali, rifuggo la comunicazione, sono in crisi da
sovraesposizone, il mio cellulare suonerà, boh..., l'ho spento
vorrà dire che farò un po' ciò che mi passa per la
testa. Potrebbe passarci un cammello o la cruna di un ago oppure un
cammello attraverso la cruna di un ago e nonostante tutto sentire un
certo fastidio, sarà l'ago, no, più facile che sia il
cammello.
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Estratti e commenti delle notizie pubblicate sul web, ma soprattutto altro o non so non risponde, non c'è un'altra opzione???
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