mercoledì, 26 novembre 2003
Il piatto del giorno
Si spengono le luci, è giunta ormai l'aurora e da qui, da questa postazione telemedianica proverei a dire ancora qualcosa, ma non troppo. Esistono situazioni in cui la libera espressione del proprio pensiero è assai pericolosa, la prova di ciò che sto dicendo è oggetto di commenti più o meno accesi e di dibattiti leziosi su cosa sia la comunicazione e i suoi limiti o "paletti". Sabina Guzzanti con spirito didattico ci ha insegnato dove si trovino i paletti pocanzi citati: si trovano nelle lande della politica, in quel regno che meriterebbe di essere il luogo dell'espressione più libera, della polemica più costruttiva e della maieutica più etimologica. L'amore per la verità si nutre del dibattito e della memoria, alimenti necessari allo sviluppo delle idee più sane. Le censure che si sono sussegiute e per ultima quella di RaiOt, impediscono ancora una volta qualunque tipo di discussione e per assurdo la moderna società dell'informazione con la sua miriade di input scrive, riscrive e sovrascrive le informazioni che pensavamo di avere: ciò che oggi viene detto, domani può essere smentito per un calcolo politico o per un sondaggio di comodo. Avete presente 1984 di George Orwell: le notizie venivano di continuo riscritte, questo garantiva la massima coerenza storica al potere dominante. Bisogna restare vigili e non perdere la memoria, la fatica dell'attenzione. Ricordiamoci un paio di cose:
- armi di distruzione di massa?
- Pericolosi dittatori?
- Boom economico?
- Guerra breve?
- Più infrastrutture?
- Più benessere?
- Minore precarietà ?
- Meno tasse?
E potrei continuare; se avessi un interlocutore materiale con cui dibattere mi verrebbero in mente sicuramente tanti altri punti interrogativi da aggiungere all'elenco. Se cancelliamo la memoria o non diamo peso a cio che la politica fa considerandola un mezzo strumentale per la conquista del potere, ciò che ci resterà sarà un mondo privo di Verità . Chi si occupa di noi deve essere controllato o ci controllerà fino in fondo come un cetriolo lucidato con la vasellina. Oggi è toccata a Sabina Guzzanti l'insalata di cetrioli, domani potrebbe toccare a chi oggi gusta questo menù come una prelibatezza, forse (speriamo di no) sarà lo stesso piatto del giorno tutti i giorni.
martedì, 18 novembre 2003
Metafore
Mi sento un po' fuori fase, bella novità , leggendo ciò che ho scritto nei giorni passati mi è venuto da pensare che la mamma delle nevrosi è sempre in cinta e che forse sia io il padre. Cosa partorirà oggi la mia testolina bacata? Avrei una serie di eventi da raccontare, attenzione sto già mandando gli inviti alla stampa e alle autorità , ma ciò che rende "vivace" la mia vita in questo periodo non è il lavoro, non sono le tasse, ma sono le donne. Badate che il vivace tra virgolette non è casuale. Ora per rispetto verso me stesso e verso la mia riservatezza cercherò di conciliare l'inconciliabile: internet e privacy...
E' una relazione recente che li lega, prima non c'erano i canali, quando le vie sono state pronte per internet, privacy non era matura. Quando si incontrarono la prima volta nulla ostacolava il loro rapporto perché nulla in realtà li univa. Col tempo l'eden della rete primordiale finì e il loro rapporto si coprì di mille protezioni. Oggi come due facce della stessa medaglia sono uniti, ma non potranno mai essere uno di fronte all'altra.
Mi sembra di essere stato chiaro, no? Se la risposta è no, capisco; se la risposta è si temo di non essere stato abbastanza contorto. Ora cercherò di annodare un po' meglio le cose attraverso un'altra metafora. Anzi no, non ho voglia di chiarire, quindi è forse giusto che finisca questo gioco di raccontare utilizzando coperte di parole che mi proteggano dalle intemperie delle mie emozioni, staccare la spina delle mie logorroiche e inutili produzioni mentali che mi si accumulano e giorno dopo giorno invece di chiarire il quadro della mia vita lo rendono più incertro e meno definito; è questa la maturità ?
mercoledì, 05 novembre 2003
L'inceneritore della memoria
Come sempre in questi casi si finisce per parlare troppo presto, ciò che sembrava una condizione normale è divenuta paradossale, nei paradossi ci si può stare molto larghi o molto stretti, nel mio caso (e non poteva essere altrimenti) si sta un poco stretti. Meglio sparire se si deve scegliere tra l'"amore" e l'amicizia; scusate, ma preferirei girarmi dall'altro lato e scappare con la mente lontano e col corpo lontanissimo. E' vero sono stato sincero, ma non sono sicuro di essere stato compreso a fondo e non lo pretendo (d'altro canto non è mia intenzione esplicitare la mia vita); ma bisogna essere sicuri e sinceri soprattutto con se stessi per essere compresi. L'unica via per capire se si sta e ci si sta dicendo la verità è verificare il numero delle ferite postume che le proprie parole lasciano sulla pelle dell'anima (per chi ci crede) o nel subconscio per gli psico-meccanicisti. Insomma ci si mette in gioco, se si punta grosso si perde forte. Non è rosso e non è nero né pari o dispari; difficile è vincere, facile è perdere, o si vince tutto o si perde tutto. Ma poi è un gioco? Dovrei prendere sul serio ciò che penso di me e dei miei sentimenti; mi sono forse abituato a tritare le emozioni e a gettarle sminuzzate in un inceneritore della memoria e ora forse non ricordandole non le so più riconoscere.
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Estratti e commenti delle notizie pubblicate sul web, ma soprattutto altro o non so non risponde, non c'è un'altra opzione???
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