Estratto Puro

martedì, 26 agosto 2003

Tra poco...

...cambierà tutto, e non solo per me, io credo un po' per tutti. Eh quanta presunzione nel credere di poter indovinare gli avvenimenti del futuro; quanta saccenza.

Tanti si girano dall'altra parte pensando di avere trovato la via immobile al pensiero; ciò che fa pensare che la nostra vita, essendo così piccola e insignificante, resterà immune alle mutazioni politiche, geografiche ed economiche, oppure subirà variazioni lievi solo in un futuro remoto.

Sono coloro che si disinteressano alle tragedie del mondo perché hanno la pancia piena e il sangue impegnato nella digestione, sono coloro che non si preoccupano dei problemi del lavoro perché hanno trovato un "padrone buono", scusate il gergo antiquato, sono coloro che rifiutano di parlare di qualunque cosa implichi un'opinione personale su temi diversi dai prezzi delle vetrine o prestazioni di auto superlusso o ancora ritrovi alla moda dove la "bella gente" si riunisce.

Sono coloro..., ma potrei essere anch'io che vedo il lato oscuro dell'indifferenza umana e non mi accorgo di ciò che cova, forse è proprio chi è più distratto che resterà scottato dai mutamenti; chi si vedrà mancare la terra sotto i piedi, le vecchie abitudini andranno via e saremo costretti a rinnovare i nostri sguardi; forse alzeremo la testa e potremo guardare le stelle senza le luci della città.

Ma questo perché, perchè da qualche parte lo devo scrivere, lo devo dire che sto perdendo la lucidità, che ogni giorno che passa le cose mi appaiono sempre più insensate, nonostante la logica della mia vita abbia un andamento regolare, non riesco a trovare motivazioni valide non solo per ciò che succede a me, e sarebbe sufficiente per una crisi personale, ma non capisco neppure le scelte degli altri...

O forse sbaglio e sbaglio ancora: non dovrei cercare di capire per forza tutto subendo come una sconfitta i miei limiti, dovrei girarmi dall'altra parte e non guardare, fare finta che ciò che cambia, ah i mutamenti quanta apprensione, non cambi per me, no, non verrò colpito, anzi... cambiamo discorso.

postato da juda | 13:42 | commenti


venerdì, 22 agosto 2003

Jena dal Manifesto.it

Hanno ucciso Alì il chimico il 19 marzo, lo hanno riucciso il 5 aprile e lo hanno arrestato ieri. So' forti gli americani.
postato da juda | 13:30 | commenti

Oggi ho letto un articolo su ilNuovo.it, era un articolo che parlava del rapporto tra i giornalisti italiani e Silvio Berlusconi. Lo riporto di seguito:

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La stampa italiana? Pessima e faziosa col premier

Duro atto d'accusa del New York Times: "Giornalisti poco obiettivi e scorretti". Nel mirino Travaglio "l'ex comunista" e Biagi, "rispettabile ma emblema della gerontocrazia".

WASHINGTON – Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, tranne che non faccia notizia. Persino oltreoceano appena si fa cenno al Cavaliere, alle sue tv, ai rapporti con i media e all’immancabile conflitto di interessi, scoppia la polemica.

Stavolta è l'autorevole New York Times a sollevare il polverone. Questa volta, però, i l prestigioso quotidiano newyorchese non se la prende con il presidente del Consiglio italiano, bensì con la stampa italiana, accusata di scarsa obiettività nei confronti del premier italiano.

L'occasione è fornita da una trasmissione della Pbs, che ha dedicato il suo programma di approfondimento Wide Angle (Grand'angolo) al presidente del Consiglio italiano. La puntata, intitolata “The Prime Minister and The Press” (Il premier e la stampa), intende "rispondere alle domande" sull'indipendenza dei media italiani. In particolare, come si legge nel sito Web dell'emittente televisiva, si intende puntare i riflettori su un premier che è "proprietario di un vasto impero dei media senza confronti" in Italia.

Un appuntamento sul piccolo schermo che il critico televisivo del NYT, Alessandra Stanley, ha visto in anteprima e commentato. Non proprio benevolmente. Nulla però a confronto della "rampognata" che la Stanley rifila alla stampa di casa nostra. "I giornali e i settimanali italiani sono ideologici e di opinione - è l'accusa - e i fatti non vengono sempre accuratamente verificati". Secondo la critica televisiva "con poche eccezioni, i media italiani non sono corretti, obiettivi o tenaci. Erano rumorosi, ma allineati sotto i precedenti governi, e oggi sono ancora meno preparati a respingere le incursioni ancora più pesanti dell'attuale premier".

A riprova della poca professionalità dei colleghi giornalisti italiani viene fatto presente che i dossier più ampi e approfonditi su Berlusconi sono stati pubblicati dal britannico The Economist e non da quotidiani o settimanali del Bel Paese.

Stampa pessima, peggio i commentatori. Nel mirino finiscono Marco Travaglio ed Enzo Biagi, due giornalisti che non sono mai stati teneri col premier. Presentati come campioni della libertà di parola oppressi, vengono messi all'indice senza tanti complimenti. Di Travaglio si ricorda il passato all'Unità , "il giornale che apparteneva al Pci". Biagi viene dipinto come "un simbolo del giornalismo italiano rispettabile, ma anche l'emblema della gerontrocrazia che controlla ancora oggi i media italiani e anche qualcosa di più ".

La conclusione è lapidaria. "La stampa italiana ha il premier che si merita".

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Questo articolo è l'esempio lampante della poca indipendenza della stampa italiana, ovvero di come la critica al sistema di controllo dell'informazione gestito da Silvio Berlusconi si possa trasformare in un'apologia del premier, che tra l'altro cade nel ridicolo quando nell'ultima frase dell'articolo si dice "La stampa italiana ha il premier che si merita" ovvero, e scusate se mi esprimo così, stampa di merda=premier di merda; lo dicono loro, non io.

Chi volesse leggere l'articolo originale e quindi farsi un'idea vergine di ciò che viene detto dal NYT, puo trovarlo qui




postato da juda | 12:58 | commenti

Beatrice dove sei?

E' un po' che ci penso, il problema è questo: sento la necesità che qualcosa cambi, , non so delle abitudini, il lavoro, la mia vita sentimentale, già forse è perché ci avviciniamo a settembre e il tempo dell'ozio sta per finire, ricomincia il tempo protestante-calvinista e finisce la stagione pagana dell'anno; ebbene è proprio in questi momenti mi sento assalito dall'angoscia di non essere all'altezza; sento di avere bisogno degli altri più di quanto altri abbiano bisogno di me; è terribile: ti svegli nel cuore della notte con i sudori freddi, un pensiero gelato ti ha attraversato la mente e non sai se ritornerai dormire o se la solitudine della notte ti farà compagnia fino a che non sarà stanca ed entrerà nel giaciglio di qualcun'altro.

Ecco, vorrei scrollarmi questi vecchi abiti di vita, la polvere delle abitudini che si è depositata sulle mie spalle, vivere la vita un po' come una scoperta, una scoperta continua, e via con picozza e chiodi a scalare il monte, ad evitare le fiere, con un po' meno Caronte e più Virgilio, e soprattutto tu Beatrice dove sei? Perché mi manchi tanto, il paradiso può attendere, ma io no; io sono un peccatore perciò devo peccare e quindi o pecco adesso e compio il mio dovere o le gratificazioni della vita eterna mi appariranno come un simulacro di utopie...; forse la penso già così.

postato da juda | 09:45 | commenti


giovedì, 21 agosto 2003

Mi sono messo una coperta

Si perchè mi sento impermeabilizato da questa vita, oggi in effetti non sento niente, forse perchè ho dormito poco, forse perchè mi sono fatto un discorsetto notturno, ma credo di avere fatto un passo avanti, girato pagina, voltato l'angolo. Cosa mi aspetta adesso? Non lo so, eppure mi sembra di poter affrontare il tempo con più tranquillità.

Ah quanto a dir è cosa dura
esta selva selvaggia
e aspra e forte
che nel pensier
rinnova la paura
tant'è amara
che poco è più morte
Ma per parlar
del ben ch'io vi trovai
dirò de l'altre cose
ch'io v'ho scorte

Non ricordo come si scrivesse esattamente, però il senso è chiaro; e comunque stanotte faceva quasi freddo; sono stanco, ho sonno e sta arrivando l'autunno.









postato da juda | 10:04 | commenti


mercoledì, 20 agosto 2003

Una giornata difficile

Esiste, non bisogna metterlo in dubbio, quella forma di vita che si genera dentro di noi, che cresce tra il basso ventre e la gola, afferra il tuo stomaco e lo stritola, prende il tuo cuore e lo fa palpitare e, un po' meno romanticamente, mette in subbuglio persino gli intestini. Che cosa è? Ne esistono due versioni che derivano tuttavia dalla stessa innata voglia di vivere: la prima versione nel modello extralusso, completo di optional come il sole d'estate, il sale sulla pelle, il bacio rubato, è il sogno d'amore; la seconda versione, passata dai servizi pubblici a chiunque ne faccia richiesta e anche a coloro che non ne avrebbero mai voluta fare una, è lo stress, si dice della vita moderna. Medesimi sintomi, ma stati d'animo opposti. Ora, essendo io una persona che non gradisce gli eccessi e il mettersi in mostra in maniera smodata, mi sono diretto subito al secondo modello che, purtroppo, non sta mancando di fornirmi le prestazioni promesse. Ah, quanti momenti di sana angoscia, quante nevrosi che si susseguono; non si può che rimanere soddifatti e cercare nell'oblio della folla, dei tubi catodici, dell'alcool o di internet una via d'uscita. Insomma questo per dire che sarà una giornata difficile, molto difficile....

postato da juda | 09:32 | commenti


martedì, 19 agosto 2003

L'estate

Oggi è un po' come ieri; questo agosto appiattisce il tempo lo rende unico senza interruzioni dovute al fine settimana, al cambio di data, al giorno e la notte; è un flusso che si attraversa cercando di non farsi travolgere; già si può rimanere travolti ritrovandosi dritti, dritti, in pieno autunno. Ah queste benedette piogge, quando le rivedremo??? Il primo giorno di pioggia esprimeremo il nostro senso civico congratulandoci con la madre terra del servizio irriguo finalmente erogato, durante la seconda giornata piovosa guarderemo da una finestra il cielo maledicendo il nostro senso civico-ambientale sperando che le idro trasmisssioni si interromapano il più presto possibile. Questo circolo di stagioni, non ti sei ancora abituato? Mah io nonostante il caldo (e qui apro un dibattito che si trascina dai sumeri fino ai nostri giorni) preferisco l'estate, si, si, è proprio la mia stagione preferita!

P.S. Chi leggerà dirà e allora??? - Boh - Comunque è così

postato da juda | 12:50 | commenti (1)


venerdì, 15 agosto 2003

Da repubblica.it Uno strano Ferrragosto a New York

Sulla East Coast la notte sta trascorrendo tranquilla
E la la corrente, a poco a poco, torna anche nella Grande Mela
New York, mistero sul black out
E' stato un incidente nucleare?

Tutto sarebbe nato da un impianto atomico in Pennsylvania
Bush ha parlato alla nazione per tranquillizzare gli americani
dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI

WASHINGTON - La lezione orrenda dell'11 settembre ha salvato New York, e con essa le città inghiottite dalla lunga ombra del black out elettrico, tra le coste dell'Atlantico e le praterie del grande Nord, in Canada. E' servita alle gente, ai 50 milioni di persone che nel primo pomeriggio di ieri, si sono scoperti naufraghi in casa propria, nei propri uffici, nelle fabbriche, nelle strade di New York, di Ottawa, di Eirie in Pennsylvania, di Toledo, di Detroit e hanno finora saputo rispondere al disastro con calma rassegnata, con dignità, a volte con allegria, come le migliaia di newyorkesi che hanno passato la notte svuotando i bar a lume di candela e poi dormendo sui pavimenti di marmo di banche e lobby di grattacieli ancora rinfrescati dai generatori.

Finora, il "Miracolo a Manhattan" ha resistito. Gli ospedali hanno funzionato. La polizia, scesa in forze a pattugliare tutti gli incroci, ha tenuto a freno le bande di saccheggiatori. Se casi di saccheggio ci sono stati, sono stati sparsi e sporadici, nulla certamente che avvicinasse il ricordo del "sacco di Manhattan", nell'oscuramento del 1997. Ma se l'esperienza del settembre orribile è servito a calmare i profughi della vita quotidiana, non è servito affato a coloro che quella gente dovrebbero governare. All'alba del primo giorno dopo il grande buio provocato da una griglia elettrica che si è dimostrata, ancora una volta, come nel 65 e nel 77, inadeguata, il Presidente Bush, il governatore dello stato di New York, il sindaco della città, gli amministratori della Con-Ed, la società distributrice di energia, ancora non avevano la più vaga idea di che cosa, e dove, e come, avesse fatto scattare la reazione a catena che ha paralizzato il cuore industriale e democrafico degli Stati Uniti e del Canada.

Tutto quella che sanno, o che dicono di sapere, è "che non si tratta di terrorismo" come ha detto Bush. Ma se non conoscono la causa del disastro, come possono escluderlo?

Il giorno che si è alzato ha visto ancora milioni di naufraghi in cammino per le strade, a elemosinare un passaggio verso le proprie case o a bisticciare, fino alla rissa, davanti al telefoni pubblici, improvvisamente tornati indispensabili, ora che i super telefonini erano diventati inutili fermacarte, per la mancanza di corrente ai ripetitori cellulari. E se la rissa è arrivata agli spintoni, come ha constatato una reporter della Cnn portata via di peso dalla colonnina di un telefono a Times Square dal quale stava dettando il proprio servizio, è rimasta per ora soltanto politica tra il governo canadese e le autorità americane che si palleggiano colpe senza sapere di che parlano.

La teoria della centrale idroelettrica alimentata dalle cascate del Niagara, la "Mohwak", bloccata da un sovraccarico di linea è miseramente crollata, quando ci si è accorti, dopo ore di chiacchiere, che quella centrale aveva tutte le luci accese e aveva continuato tranquillamente a produrre. La tesi del "fulmine", avanzata da un portavoce del premier Chretien, e rilanciata da Bush nel suo primo, balbettante discorsetto a braccio fatto per tranquillizzare la nazione, è stata ridicolizzata appena i meteorologhi hanno fatto notare che il cielo sui Grandi Laghi e sulle cascate era perfetto, e il temporale più vicino era sullo stato del Maryland, 1.500 chilometri a sud est del Niagara.

E quando il ministro della Difesa Canadese ha annunciato da Ottawa che il disastro era cominciato in una centrale nucleare americana, e proprio in quello stato della Pennsylvania che vide il più grave incidente nella storia del nucleare commerciale americano, quello di Three Mile Island, la reazione delle compagnie americane e delle autorita Usa è stata immediata. Non è vero, non è stata colpa nostra.

Ma nell'alba che cominciava a illuminare aereporti che stanno faticosamente ricominciando a funzionare tra immensi ritardu, aerei sparpagliati su tutte le piste del nord est americano, ritardi massicci e compagnie aeree che sconsigliano ai viaggiatori di volare, su una New York che tenta di rimettere in attività quella Metropolitana che avrà bisogno di almeno otto ore dopo il ritorno della corrente per riordinare i convogli ora sparsi su 50 chilometri di binari, l'annuncio dei canadesi e la smentita degli americani sono serviti soltanto ad allungare un'altra ombra di ansia su città e su cittadini esausti: l'ombra di un disastro nucleare, non più quella del terrorista islamico.

"Credo proprio che sia ora di modernizzare la nostra industria dell'energia elettrica" aveva detto Bush nel discorsetto alla nazione, dove 50 milioni di persone neppure sono riuscite a vederlo, senza elettricità e dunque senza televisione, ma era propio necessario aspettare una catastrofe prevista e annunciata da tempo, per vederlo? E se dietro il buio ci fosse stata davvero una crisi a una centrale nucleare, quale sarebbe la soluzione alla crisi, forse una soluzione peggiore degli incubi del terrorismo?





















postato da juda | 12:25 | commenti


giovedì, 14 agosto 2003

Nota di mezza mattina

Leggo sul blog de' "L'italiano medio": sapete che differenza c'è tra i ricchi e i poveri? I poveri vendono droga per comprarsi le Nike mentre i ricchi vendono Nike per comprarsi la droga, tratto da www.cinico.net

postato da juda | 11:27 | commenti

La Macchina

Voi non potete capire cosa voglia dire passare la maggior parte della giornata con un ologramma, dirò di più un ologramma riflesso, proiezione di un spazio siderale; i suoi segnali di vita arrivano flebili, lievi, come il respiro di un uomo in agonia e si interpretano come il pali antico, no... non è così... non è proprio così che dovrebbero andare le cose: sono qui alla vigilia di ferragosto, non so bene cosa fare, ma aspetta forse ho capito!!! E' una MACCHINA, ecco il perché della temperatura corporea così fredda, ecco il perché delle risposte monosillabiche; ed infine ecco perché con il crescere della temperatura le sue reazioni sono diventate via via sempre più incomprensibili, non ha un adeguato sistema di raffreddamento, anzi forse penso che vada ad aria, quando oramai tutti sappiamo che è più funzionale il raffreddamento a liquido. Dopo diversi tentativi di stabilire una comunicazione mi sono dovuto rendere conto che non avendo l'algoritmo per decriptare il suo linguaggio (neanche SKY ci riuscirebbe) né chiavi interpretative alternative (Alberto Angela tra gli Ittiti avrebbe meno difficoltà), l'unica cosa possibile fosse attendere che lo sforzo comunicativo giungesse dall'altra parte; ma lo scontro con l'evidente negazione della volontà comunicativa, mi portava ad un'ulteriore sconfitta. Ma noi (neanche Otelma) non ci scoraggiamo, la via della scienza è ricca di insidie, ma anche piena di soddisfazioni. La via della scienza eh... Ma se non fosse scienza, ma un viaggio attraverso il mondo del PARANORMALE??? Ed ecco che si staglia in me un'altra luce di speranza, ecco ancora una volta mi ritrovo a dovere abbandonare quel briciolo di confuso razionalismo che pensavo di possedere a favore di un luogo intuitivo-logico in cui deposito le mie fantasie. ECTOPLASMA, sottile ed impalpabile come l'aria, un po' inquinata, ma abbastanza inconsistente da renderela sua presenza quasi insensibile e già la mia tensione scema, le membra si rilassano, ehi..., ma qualcuno sta arrestando il sistema... no... no... aiuto... anche la spina, no... nooouuun fauute cousìììì............

postato da juda | 10:06 | commenti


mercoledì, 13 agosto 2003
Mi sto squagliando!!! Ciao a tutti, sono qua a casa, il caldo mi sta soffocando, tra una granita e un succo trascorro il pomeriggi con Stefano che è venuto a trovarmi, sudo...
postato da juda | 16:56 | commenti


martedì, 12 agosto 2003

Due ore di lucidità

Ho appena finito di leggere "Due ore di lucidità"; un' intervista a Noam Chomsky, non avevo letto niente di questo linguista, devo dire che appare come un uomo molto poco legato alle convenzioni e ai luoghi comuni, che cerca di farsi influenzare il meno possibile dai mezzi di persuasione di massa dominanti; ha argomentazioni su quasi tutti i temi che riguardano il potere, la politica o l'economia. Credo che leggerò qualcos'altro di suo
postato da juda | 12:33 | commenti


venerdì, 08 agosto 2003

 Un presidente adatto a una tv, tra silicone e paillette

Volevo pubblicare un articolo letto su Italieni , un sito che si occupa di raccogliere estratti e commenti della stampa internazionale sull'Italia.

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4 luglio 2003 -  Durissime le parole usate dalla stampa europea nei confronti di Silvio Berlusconi.

 "Hanno preso le distanze da Berlusconi anche alcuni dei suoi alleati", scrive la Frankfurter Rundschau. Secondo il Tagesspiegel: "Berlusconi ha esordito in maniera intelligente, mettendo in programma il riavvicinamento tra l'Unione europea e gli Stati Uniti. Poi tutto gli è sfuggito di mano a causa della sua penosa incapacità di autocontrollo".

"Il primo ministro italiano", commenta Michael Braun sulla Tageszeitung, "sopporta a malapena il contraddittorio e le critiche. Berlusconi è solito sfoderare il suo sorriso da pescecane quando deve mettere a tacere chi lo critica. Chiarimenti sul suo potere mediatico o sui suoi problemi giudiziari? Dal Cavaliere non è possibile averne. Il capo del governo italiano invece lancia insulti, affermando poi di essere stato aggredito. Da martedì scorso Berlusconi non più solo un caso italiano, ma anche europeo".

"Berlusconi", scrive la Süddeutsche Zeitung, "ha detto che la sua era solo una battuta ironica. Ma per molti tedeschi è difficile capire come i loro vicini europei possano inventarsi barzellette sui nazisti".

"Chi può difendere questa pericolosa canaglia?", si chiede The Guardian. "Nessuno può difendere un uomo che nel suo paese ha usato il potere politico per condurre i suoi affari al di fuori della legge. In quattro giorni di presidenza ha danneggiato più di qualsiasi altro predecessore i rapporti di amicizia tra europei".

"Sarebbe troppo facile liquidare Berlusconi come se fosse un clown", afferma The Independent, "facile ma sbagliato. Il suo comportamento deve preoccupare tutti gli europei perché il suo volgare modo di fare evidenzia un deficit democratico in uno dei paesi leader dell'Unione".

Sullo stesso tono l'editoriale del País, intitolato "Vergogna". "L'aspetto più grave della vicenda non è quello di essere di fronte a un buffone ma di fronte a un politico che ha una concezione antidemocratica della politica. Una persona che in Italia gode di molto seguito. Abituato a considerare la politica come un prolungamento dei suoi interessi privati. Berlusconi rappresenta l'avanzata di una destra intransigente con qualsiasi opposizione e il sintomo di un grave deterioramento del clima politico in Europa".

"La diplomazia italiana deve cercare di limitare i danni", scrive Le Monde, "e fare in modo che la sua presidenza non si trasformi in un fiasco. Un compito non facile. Berlusconi a casa sua può farsi approvare leggi su misura, ma in Europa si deve confrontare con dei partner che apprezzano poco le sue buffonate e non si fidano del suo dilettantismo. Un atteggiamento che rischia di mettere in imbarazzo tutta l'Unione".

Più morbido, il quotidiano belga Le Soir, sottolinea che dopo le scuse accettate dal cancelliere Gerhard Schroeder "ora la palla passa al parlamento europeo": "Il Partito popolare, principale gruppo dell'assemblea, ha chiesto a Martin Schulz di fare le sue scuse a Berlusconi" e il presidente del parlamento Pat Cox deve trovare "una soluzione giusta e equilibrata" con il premier italiano.

Secondo il quotidiano di Istanbul Millyet: "La considerazione che gli europei hanno del Cavaliere è diversa da quella che di lui hanno i turchi. Il premier italiano semina dubbi e preoccupazioni tra i partner europei, mentre qui da noi è visto come un amico. Non c'é alcun dubbio che Berlusconi farà il possibile per sostenere la candidatura della Turchia".

Durissimo infine il quotidiano svizzero Le Temps: "La sortita di Berlusconi avrebbe senz'altro fatto colpo nel mondo della tv, tra il silicone e le paillette, un ambiente in cui il premier è di casa. Ora però Berlusconi e alla guida dell'Europa. Sulla soglia di questa casa comune, di cui avrà le chiavi per i prossimi mesi, è un nano che sta in fondo al giardino".



















postato da juda | 11:36 | commenti

Buon viaggio a fa_BIO e LUI_sa

Allora vorrei segnalare una notizia: ho un amico, tale fa_BIO parte per la Thailandia con la su ragazza LUI_sa, ebbene oltre che augurargli un ottimo viaggio e so che sarà così, vorrei segnalare il blog che ha deciso di mettere in piedi come diario di viaggio "Thailandia appunti di viaggio", ogni tanto andrò a darci un'occhiata per avere notizie e scambiare con loro qualche impressione di viaggio. Vorrei inoltre segnalare la mia profonda invidia nei confronti di questo viaggiatore impavido che affronta ogni viaggio libero da zavorre di animatori e tour-operator, libero da prenotazioni e vincoli; non vorrei assumere un tono troppo formale, ma vorrei cogliere l'occasione anche per ringraziarlo della compagnia e dell'aiuto durante il viaggio che ci ha visti provetti viaggiatori zaino in spalla attraverso il Messico e il Guatemala durante il mese di Aprile, un auspicio spero che vi possiate meravigliare di continuo e insomma buon viaggio !!!

postato da juda | 11:06 | commenti

E' giunto un nuovo giorno e forse guardando la cura con cui ho accudito questo mio figlio telematico, dovrò chiedere perdono, per averlo lasciato così in balia degli eventi, in solitaria malinconia, non è giusto che dopo avere avuto la pretesa di avere una finestra informativa nel web, la si lasci disadorna e spoglia di contenuti, come è avvenuto; chiedo venia per la trascuratezza, ma saprò recuperare.
postato da juda | 10:50 | commenti

Estratti e commenti delle notizie pubblicate sul web, ma soprattutto altro o non so non risponde, non c'è un'altra opzione???